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Cosimo Cristina e le vittime di mafia

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Posted by Anonimo2000 | Posted on 18:21 | Posted in ,


Cosimo Cristina
(1935-1960)
Nato a Termini Imerese in Sicilia nell’agosto del 35’, Cosimo Cristina intraprese la sua carriera di giornalista nel 1955, a circa vent’anni. Fondò e diresse a Palermo , per scoprire e informare i suoi lettori tutto sulla cronaca nera di Sicilia, la mafia. Ad un certo punto, però, iniziò a scoprire troppo e nel 5 maggio del ’60 fu ritrovato assassinato sui binari di un treno. Semplice suicidio come conclusero gli inquirenti? No. Come anche nel caso di Giuseppe Impastato, fu tutto architettato per farne sembrare un suicidio. Sia per quanto riguarda Cosimo, sia per quanto riguarda Giuseppe, la polizia non indagò, rimase in silenzio.
E’ proprio vero:  “La mafia uccide. Il silenzio pure!”.
Non lasciamo che, come nei due casi citati prima, il silenzio uccida i ricordi di essi nei nostri pensieri, nei nostri cuori. Un grazie a Libera, l’associazione  che si occupa di ricordare le vittime innocenti della mafia, vittime uccise per caso, per scambio di persone o perché parenti di persone che combattevano contro la malavita italiana.
La mafia non guarda in faccia a nessuno, uomo, donna o bambino, pur di raggiungere il suo scopo: la supremazia.
Quindi tutti insieme: ”Cento mani, cento passi per non dimenticare!”.

W Falcone e Borsellino!

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Posted by Anonimo2000 | Posted on 17:13 | Posted in , , ,

Nel marzo del 1992, una bomba nei pressi di Capaci esplose, uccidendo Giovanni Falcone, sua moglie e tre agenti della scorta.
Sono passati circa 20 anni dalla morte di Falcone e del suo amico Borsellino, morto sempre a causa della mafia. Queste due persone sono ricordate ancora oggi da molti, principalmente dai ragazzi. L'esempio di Falcone e Borsellino, dovrebbero, inoltre, spronare i governi a fare qualcosa per combattere la mafia perché "uniti si può sconfiggere".
Il 23 maggio, per ricordare queste due persone coraggiose, si organizzano varie manifestazioni e iniziative. Una di questo è quella del ritrovo sotto casa di Falcone, dove un albero conserva biglietti di solidarietà lasciate da tante persone che volgiono annientare la mafia.
Per altre informazioni su Giovanni Falcone è stato pubblicato il libro "Per questo mi chiamo Giovanni", che parla della sua storia e della mafia. La storia  è raccontata dal punto di vista di un ragazzo che il giorno del suo compleanno fa una gita molto istruttiva con il padre, il quale gli spiega che la mafia si combatte anche opponendosi ai prepotenti che ci sono a scuola.   


Giovanni racconta:

«La mafia non è affatto invincibile. È un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha avuto un inizio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.»